Una complessa rete di sversamento illecito di rifiuti speciali è stata smantellata tra Alba e altre località della provincia di Cuneo nell’ambito dell’operazione “Tanaro”, condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Procura di Asti. Le indagini hanno portato al deferimento di 21 persone e all’esecuzione di sette misure cautelari che prevedono il divieto di dimora e l’interdizione dall’attività d’impresa, oltre al sequestro preventivo delle aree interessate e dei veicoli utilizzati per i trasporti.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la filiera illegale faceva capo a soggetti collegati da vincoli familiari e titolari di aziende formalmente dedicate al recupero di rottami. Usando le attività commerciali come copertura, il gruppo aveva trasformato il campo nomadi ‘Pinot Gallizio’ e l’area golenale vincolata del fiume Tanaro — a breve distanza dal centro storico di Alba e dai paesaggi vitivinicoli tutelati dall’Unesco — in un deposito abusivo di rifiuti. I materiali venivano introdotti senza tracciabilità per estrarne i metalli di valore, mentre le componenti prive di interesse economico venivano abbandonate o bruciate sul suolo.
Le analisi effettuate dall’Arpa Piemonte hanno rilevato una grave contaminazione dei terreni, privi di adeguate protezioni e impermeabilizzazione. Nei suoli sono stati individuati fusti di sostanze oleose, batterie esauste, carcasse meccaniche ed elettrodomestici, con livelli di sostanze tossiche e metalli pesanti risultati fino a 300 volte superiori ai limiti previsti dalla legge.










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