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Il mercato del lavoro in Piemonte mostra un quadro di sostanziale tenuta, pur doverosamente contestualizzato all’interno di sfide complesse quali il progressivo invecchiamento demografico e le difficoltà strutturali che attraversano settori strategici, su tutti quello dell’automotive. È la fotografia emersa dalla presentazione del Rendiconto Sociale Regionale 2025 dell’Inps Piemonte a Torino, documento che riassume le dinamiche occupazionali, previdenziali e di tutela sociale del territorio. L’analisi demografica evidenzia una regione di circa 4,25 milioni di abitanti in cui la popolazione over 65 rappresenta ormai il 26,9% del totale, valore sensibilmente superiore alla media nazionale del 24,7%. Nel corso del 2024, il saldo naturale ha fatto registrare uno scarto negativo di oltre 28 mila unità tra nascite e decessi, attenuato soltanto in parte dall’apporto dei flussi migratori. Sul versante dell’impiego, tuttavia, i dati mantengono un segno positivo: il tasso di occupazione regionale si è attestato al 68,9%, accompagnato da una disoccupazione contenuta al 6% e da un indice di inattività in calo al 26,5%. Nel 2025, i nuovi contratti di lavoro hanno raggiunto quota 455.517, superando le 440.387 cessazioni. Un elemento di criticità rimane comunque il divario retributivo di genere nel settore privato, dove la paga media giornaliera maschile, pari a 115,7 euro, distanzia in modo netto quella femminile, ferma a 84,9 euro. L’impatto dei cambiamenti economici si riflette nell’aumento del ricorso agli strumenti di sostegno al reddito: i lavoratori che hanno usufruito di prestazioni legate alla cessazione del rapporto di lavoro sono saliti a 193.571, mentre il monte ore di cassa integrazione utilizzato dalle imprese ha toccato i 13,5 milioni, segnando un incremento progressivo rispetto ai 12,6 milioni del 2024 e ai 9 milioni del 2022. Parallelamente, la platea dei pensionati piemontesi ha superato la soglia di 1,21 milioni di individui. Sul fronte dell’inclusione sociale e delle famiglie, l’Assegno unico ha raggiunto circa 423 mila nuclei familiari nel corso del 2025, a cui si affiancano 33.721 domande accolte per l’Assegno di inclusione e oltre 5 mila per il Supporto per la formazione e il lavoro. Dal punto di vista economico, l’ente registra la crescita dei contributi ordinari versati dalle aziende, che hanno superato i 10,7 miliardi di euro con un incremento dell’11,4% su base annua, insieme a un’efficace gestione del recupero crediti in sede amministrativa, salito a 552 milioni. I vertici dell’istituto hanno sottolineato la capacità del sistema regionale di fare rete per attutire l’impatto dei mutamenti industriali e demografici. Come evidenziato dalla dirigenza Inps, la priorità per i prossimi anni risiede nell’affiancare la trasformazione del tessuto produttivo locale con misure di welfare flessibili e strutturate, capaci di garantire la tenuta sociale dell’intero territorio.

admin

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