Nello stabilimento di Novi Ligure, in provincia di Alessandria, la mobilitazione ha visto la totale fermata delle attività e la partecipazione diffusa di lavoratori e sigle sindacali a un presidio allestito fin dal mattino. La protesta si inserisce nella giornata di sciopero che ha coinvolto tutti i siti del gruppo ex Ilva, indetta per contrastare l’assenza di garanzie produttive all’orizzonte.
La preoccupazione dei sindacati riguarda direttamente la decisione aziendale di fermare gli impianti del Nord Italia, misura che unitamente alle attuali politiche di gestione del settore rischia di ripercuotersi su oltre cinquecento famiglie del territorio. A ciò si aggiunge l’incertezza sui tempi di erogazione degli ammortizzatori sociali: con il passaggio del pagamento della cassa integrazione alla gestione diretta dell’Inps, le tempistiche di accredito potrebbero infatti allungarsi notevolmente, lasciando i dipendenti senza entrate fino al termine dell’anno.
Per le rappresentanze dei lavoratori rimane centrale la richiesta al Governo di un piano industriale complessivo che mantenga la siderurgia come pilastro strategico sia nel sito di Taranto sia negli altri poli nazionali. Secondo le organizzazioni sindacali, l’attuazione di un progetto di conversione o ristrutturazione del comparto non può avvenire a discapito della stabilità occupazionale e delle famiglie coinvolte.










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