Sorveglianza speciale per tre anni e quindi obbligo di soggiorno nel Comune di residenza e divieto di comunicare e diffondere audio e video tramite internet. È questo l’ultimo provvedimento del tribunale di Torino nei confronti di Don Alì, all’anagrafe Slì Said, 25 anni, violento tiktoker e autoproclamato “re dei maranza” arrestato a novembre 2025. Era stata la procura, nelle scorse settimane, a chiedere di adottare questa misura. Adesso l’avvocata Federica Galante, che tutela Don Alì, ha impugnato il provvedimento, che dunque non è ancora definitivo. In ogni caso, per ora non può essere applicato, visto che il 25enne è recluso nel carcere di Aosta, dove sta scontando una pena di cinque anni e da dove attende l’esito del nuovo processo in cui è accusato di stalking con altri due amici, a cui sono appena state alleggerite le misure cautelari.
Gli inquirenti spiegano di aver chiesto la misura nei confronti di Don Alì per i “numerosi comportamenti violenti e minacciosi, in danno di soggetti vulnerabili, minorenni, anziani e anche titolari di piccoli esercizi commerciali”. Sono le bravate che il tiktoker, per anni, ha documentato sui propri profili social, collezionando un seguito di centinaia di migliaia di follower.










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