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Assolta per lieve entità del fatto commesso. Oggi, 2 marzo, al tribunale di Torino, è terminato così il processo nei confronti della 44enne imputata per una tentata rapina nel negozio di Victoria’s Secret del Capoluogo, lo scorso gennaio, in via Roma. Durante il processo con rito abbreviato, è stata la procura a chiedere di non condannare la donna, difesa dall’avvocato Luca Calabrò.

Il reato era qualificato come rapina e non come furto per via del comportamento della donna dopo aver cercato di portare via un profumo da 24 euro. Un addetto alla sicurezza l’avrebbe fermata fuori dal negozio, tenendola per la borsa. Lei, di tutta risposta, lo avrebbe malmenato, anche con un pugno. Tanto è bastato per ravvisare l’elemento della violenza, che incide sulla qualificazione del reato.

Subito dopo l’arresto, la donna si è scusata davanti alla giudice. “Mi dispiace – ha detto con ancora addosso la pelliccia che indossava durante la tentata rapina – . Era solo un piccolo campioncino e non ricordavo di averlo messo in tasca”.

Prima della sentenza, poi, l’imputata ha contattato il negozio, proponendo un risarcimento. Victoria’s Secret, però, ha spiegato di non volere alcuna cifra e confermato di non aver subito danni, visto che il profumo è stato riconsegnato. D’accordo con la catena di abbigliamento, la 44enne ha allora effettuato un versamento a un’associazione benefica.

Il comportamento del negozio è stato molto diverso da quello della nota catena di supermercati che, di recente, a Torino, pretendeva da una presunta (assolta) ladra un risarcimento superiore al valore della refurtiva.

admin

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