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Ieri, 10 febbraio, è terminato con una condanna a questa il processo di primo grado al ladro sulla quarantina arrestato alle 3 di notte dello scorso 26 dicembre.

Stando all’articolo pubblicato su torino today,era stato fermato dai custodi del magazzino dove voleva rubare. In due, dopo averlo sorpreso, gli avevano legato ginocchia e caviglie con delle fascette, tenendolo immobile fino all’arrivo della polizia.

Il magazzino preso di mira si trova in via Genova 4, già visitato più volte dai ladri negli ultimi mesi. Proprio per questo, il proprietario aveva ingaggiato due custodi, che lo sorvegliassero di notte. “Mi sono avvicinato solo perché volevo prendere della frutta da un cassone – aveva spiegato il quarantenne, poco dopo l’arresto – Volevo anche prendere un monopattino che era parcheggiato lì dentro. Non l’ho neppure toccato perché quei due signori mi hanno subito fatto cadere a terra. Poi mi hanno legato. Io avevo molto male al costato”.

A quanto risulta, entrambi i custodi hanno agito rispettando le regole. L’episodio, infatti, sarebbe un esempio di corretto arresto da parte di privati cittadini. Come previsto dal codice penale, questo è possibile solo in flagranza di reato, quando vengono commessi delitti proseguibili d’ufficio. 

 

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