Sarebbero almeno dieci le donne che, secondo gli investigatori, tra il 2017 e il 2025 sono state impiegate in attività di sfruttamento della prostituzione in una villa adibita a feste private e aperte al pubblico a San Giusto Canavese. Il responsabile è stato individuato dai carabinieri della compagnia di Ivrea dopo mesi di indagini, culminate recentemente, a febbraio 2026, con l’emissione di un’ordinanza di obbligo di dimora (che dovrà scontare in un altro comune della zona) nei confronti di un italiano di 59 anni, residente nel medesimo edificio, da parte di un giudice del tribunale di Ivrea.
Dalla ricostruzione emersa dai militari dell’Arma, il principale indagato procacciava le donne su siti d’incontri, offrendo loro la possibilità di svolgere l’attività di prostituzione nella villa, dietro richiesta di un compenso per ogni prestazione avuta con i clienti da lui stesso individuati, per poi chiedere un vero e proprio affitto settimanale dei locali occupati. Durante l’attività di perquisizione della villa, eseguita nel marzo del 2024, i carabinieri hanno scoperto che al suo interno vi era una cosiddetta stanza dell’amore, adibita a luogo in cui avvenivano gli incontri sessuali, nonché si constatava la presenza di una delle donne coinvolte nell’attività illegale.
Nel corso delle indagini è stata inoltre accertata una condotta di violenza e maltrattamenti nei confronti dell’ex compagna, la quale già dal 2017 si prostituiva per conto dell’indagato conferendogli parte dei proventi delle prestazioni. Nel complesso è emerso che, in questi anni, il 59enne si sarebbe servito di donne, prevalentemente di origine sudamericana, che venivano sfruttate. Le indagini sono state coordinate dal pm Ludovico Bosso della procura di Ivrea.










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